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FESTE VIGILIANE Città di Trento   19 - 26  giugno 2004

 
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San Vigilio, il patrono tradizionale di Trento

Fu vescovo ma soprattutto evangelista nel periodo del paganesimo «rurale»

 

Ben 16 secoli ci separano dalla vicenda storica di San Vigilio, che anche quest'anno le Feste Vigiliane ci danno l'opportunità di ricordare e di valorizzare. Il Santo vescovo Vigilio è il patrono della città e della diocesi di Trento; in Cattedrale, sotto l'altare maggiore, sono conservate e venerate le sue reliquie, che verranno so­lennemente portate in processione il prossimo 26 giugno. Nella storia della Chiesa e della terra trentina Vigilio è il patrono tradizionale, verso il quale i trentini sentono un forte legame affettivo. Egli esercita il suo ministero episcopale tra il 381 e il 400 (o 405). La sua elezione a vescovo di Trento riceve un'autorevole conferma da Ambrogio, vescovo di Milano, che gli invia una lettera in cui gli dà conferma della sua elezione, insieme a qualche consiglio pastorale e ad alcune raccomandazioni sulla giustizia sociale: retribuire equamente i dipendenti e astenersi nel modo più assoluto da ogni usura. Inoltre Ambrogio raccomanda di praticare l'ospitalità: Trento è situata infatti su un corridoio di transito alpino da sempre molto frequentato. Consigli buoni anche per oggi: si tratti di turisti, lavoratori extracomunitari o giovani che vengo­no a studiare! All'epoca di Vigilio il paganesimo appare. ancora vivo e diffuso nel Trentino, in particolare a livello popolare e in ambiente rurale. In questa situazione il compito di Vigilio si presenta piuttosto arduo ed egli rimane nella memoria della comunità trentina come colui che si dedicò totalmente a questa missione, raggiungendo significativi progressi nell'opera di evangelizzazione con l'aiuto dei suoi tre collaboratori cappadoci, Sisinio, Martirio e Alessandro, che offrirono la propria vita per la fede il 29 maggio 397. Oggi, in epoca di nuova evangelizzazione, Vigilio merita di essere riscoperto in una nuova luce, concentrando l'attenzione soprattutto sull'aspetto di Vigilio evangelizzatore, dato che il suo impegno primario fu appunto quello di annunciare il Vangelo nella nostra terra. In seguito alla vicenda dei Martiri Anauniesi, Vigilio scrisse due lettere a Simpliciano, vescovo di Milano e a Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli. Da questa testimonianza storica, Il vescovo di Trenta, Monslgnor Luigi Bressan Vigilio appare come un uomo "afferrato" dallo Spirito di Dio, uno che può dire con S. Paolo: " Per me vivere è Cristo" (Fil 1,21)   e " Guai a me se non predicassi il vangelo! " (1 Cor 9,16). Parlando del martirio dei tre Anauniesi, ripetutamente Vigililo ( confessa di desiderare anch'egli la corona del martirio, ma di non esserne stato finora ritenuto degno. Appare inolto interessante - nella Passio Sancti Vigilii - il brano in cui Vigilio chiede e ottiene il permesso di portare il vangelo anche in territori veronesi e bresciani adiacenti la diocesi di Trento. Egli avvia inoltre un " asilum " per accogliere orfani, vedove, malati e viandanti. Ecco dunque la fisionomia e la missione di S. Vigilio e la categoria fondamentale con la quale comprenderlo anche oggi e farlo conoscere a milleseicento anni dalla sua morte: Vigilio annunciatore del Van­gelo alla nostra terra, colui che, là dove c'erano "tenebre" e "cecità", ha portato "luce"; colui che ha lasciato al Trentino la "dote" del Vangelo, il messaggio cristiano di fraternità. Se la grande tradizione cristiana della nostra terra sembra oggi insidiata per un verso da un consumismo obeso e strafottente, per l'altro da presenze e tradizioni religiose nuove e differenti, non sarà buona consigliera la rabbia e il dispetto  ma piuttosto le parole di Vigilio quando descriveva la prima missione in Anaunia: " I sacri ministri, con le comunità appena fondate, furono sfidati e sottoposti a prove di ogni genere, che promettevano in anticipo "onore del martirio. Preparati a tutto, disposti a soffrire tutto volentieri senza aver data occasione di offesa a nessuno, meritarono la gloria" ( a San Simpliciano ). Ma c'è un altro fattore della missione di Vigilio che la Passio si premura di ricordare: si tratta dell'assistenza ai bisognosi. Se questo è un aspetto sempre essenziale e imprescindibile della vita cristiana, sorprende !'importanza che esso rivestì all'epoca di Vigilio. Narra a questo proposito la Passio: " Dopo aver convertito alla fede cattolica tutta la città, costruì nel recinto urbano anche la chiesa ( 'ecclesia" ) e, vicino a questa, un ospizio, dove, con le sue preghiere, restituiva la vista ai 'ciechi, l'udito ai sordi, la parola ai muti, e, col segno della croce, liberava gli ossessi ". Questi molteplici aspetti della vita del no­stro Patrono ce ne ripresentano l'attualità e la freschezza, e sollecitano l'intera comunità trentina a proseguire con coraggio ed entusiasmo !'impegno per contribuire sempre più all'edificazione del bene comune, nel solco di quella tradizione di solidarietà e di generosità che contraddistingue la nostra terra. La gioia delle Feste Vigiliane che ci apprestiamo a rivivere, sia per i trentini occasione per ravvivare le proprie radici di valori e di fede, nel rispetto e nell'accoglienza anche delle altre culture e tradizioni.

 

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