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FESTE VIGILIANE Città di Trento   19 - 26  giugno 2004

 
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San Vigilio e la polenta Cocia
Le autorità inaugurano il portale che dà sulla Fiera, la gente fa la fila davanti ai polentari di val di Ledro. Ci sono le corniole sciroppate che rendono lieve la vita, ma anche l´aglio in conserva che pare un bacio di dama. Poi, il dolce del santo. Il sindaco «riporta» le Vigiliane in città, dopo
i giorni sul fiume Adige. E, nel borgo antico, con arcieri e armigeri, i prodotti delle nostre valli



Le code più lunghe sono state davanti allo stand della polenta Cocia di Ledro. Ma altri banchetti raccolgono l´attenzione della gente: le corniole sciroppate del « Mezzosoldo » di Mortaso e gli spicchi d´aglio marinato dell´azienda Lunelli di Sarche. Tocchi di assoluta felicità e su tutto il dolce di S. Vigilio, su antica ricetta e per la prima volta commercializzato dai panificatori trentini.
Rientrano in città le Feste Vigiliane, dopo alcune giornate trascorse « fuori », sul fiume cioè, dove si sono svolte la Zaterada e la Tonca. Dietro il Duomo, su via Garibaldi, è stato costruito un arco, di cartapesta. «Era la Porta Veronensis - dice lo speaker - o Porta di S. Croce. Noi ci abbiamo fatto il Portale di S. Vigilio». È stato disegnato dall´architetto Pier Dal Rì, dirigente provinciale che si è dimesso ma è ancora lì, e realizzato dagli uomini del Servizio ripristino della Provincia. Sotto la porta transitano le autorità: il sindaco Pacher, il vescovo Bressan, il questore D´Agostino, il commissario del governo De Muro, l´assessore comunale Bertoldi. Mentre la banda nonesa della Terza Sponda e il Coro Croz della Stria di Rendena propongono musiche e canti. Queste giornate, infatti, le Vigiliane le dedicano alle valli. «La Fiera di S. Vigilio - dice appunto Pacher - ha questo significato: il capoluogo che si mette al servizio del suo territorio». Dietro la porta c´è il moléta, l´arrotino di Rendena. Ha il vecchio «argagn», la vecchia mola, ma è un arrotino vero. Di nome fa Sebastiano Collini ed è di Spiazzo. Lavorò ad Ascoli Piceno negli anni ´60 e ´70. Passano dame in costume (in serata ci sarà il corteo storico) bambini con armi medievali, mentre poco più in là, dietro il duomo, si allenano gli arcieri. Ma queste sono forse le cose meno interessanti, così come la porta di cartapesta. Le cosette più serie iniziano più in là. Ecco allora lo stand dei panificatori trentini. Che vendono il dolce di S. Vigilio, marchiato. «Su antica ricetta. - dice il presidente della categoria Emanuele Bonafini - Un dolce povero fatto di farina, uova, burro, zucchero e fichi». Provare. Provato, è buono, soave, leggero. E via, al banchetto dello scultore del legno Nicola Cozzio, figlio di falegnami di Rendena che si sta facendo un nome internazionale. Poi, per rimanere in Rendena, ecco il banchetto del Ristorante Mezzosoldo di Mortaso. Presenta a cittadini e turisti «Primitivizia», prodotti del bosco in conserva. Assolute golosità per negozi di nicchia. Apriamo un vasetto, le corniole nel loro sciroppo. La bocca si riempie di gioia. Proposta e venduta, la gioia, da quelli di Mortaso che secondo la leggenda furono i primi «a fare la festa» a quel Vigilio a cui sono dedicate le Vigiliane, nel senso che da pagani lo uccisero. Ma non tutto è trentino. Ecco quelli che gli argentini definirebbero cinque «lechones», piccoli porcelli messi su una spada e cotti alle braci. Vengono venduti alla Taverna dei Mercenari dove il maestro è Gavino Ghisu della provincia di Sassari. «Ma i porci - dice - sono strettamente trentini». La gente aumenta, le vie si riempiono e sono solo le 20. Ecco lo stand degli Amici del Presepio di Fiemme. Ma, soprattutto, ecco piazza Fiera. Dove la coda è lunga. Perché i Polentari di val di Ledro, Cecilia alla loro testa, stanno preparando la polenta Cocia. Gli ingredienti sono: patate lessate in acqua, a pezzi, farina di frumento e farina di grano saraceno, sale e pepe. Le patate vanno schiacciate e si aggiungono gli altri ingredienti. E si mena, come la normale polenta. Poi viene aggiunta la salamella a tocchettini e vari tipi di formaggio. Cottura 40 minuti. Risultato: un vero dono di Dio che la gente apprezza tantissimo. « Abbiamo studiato la ricetta per un anno, su antichi documenti. E ora c´è il protocollo ufficiale ». E un ultimo banchetto. In mostra ci sono i vini della Cantina Pisoni di Sarche ( Sangue di Ciuso, rosso, e Gobj bianco, più il Ciusi e Gobj Brut ). In vendita e assaggio, invece, delle delizie dell´azienda Lunelli di Sarche. Tra queste un colpo di genio assoluto: l´aglio marinato a spicchi che, per sorbirlo, è bene suggerlo come si fa col miele. La stessa sensazione di un bacio alla tua donna, al mattino presto, quando si è più disposti all´amore. E la pasta di lardo? Ma lì si è già nel peccato.

 

 

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