San Vigilio, il patrono tradizionale di
Trento
Fu
vescovo ma soprattutto evangelista nel
periodo del paganesimo
«rurale»
Ben 16 secoli ci separano dalla vicenda storica di San
Vigilio, che anche quest'anno le Feste Vigiliane ci danno
l'opportunità di ricordare e di valorizzare. Il Santo
vescovo Vigilio è il patrono della città e della diocesi
di Trento; in Cattedrale, sotto l'altare maggiore, sono
conservate e venerate le sue reliquie, che verranno
solennemente portate in processione il prossimo 26
giugno. Nella storia della Chiesa e della terra trentina
Vigilio è il patrono tradizionale, verso il quale i
trentini sentono un forte legame affettivo. Egli esercita
il suo ministero episcopale tra il 381 e il 400 (o 405).
La sua elezione a vescovo di Trento riceve un'autorevole
conferma da Ambrogio, vescovo di Milano, che gli invia una
lettera in cui gli dà conferma della sua elezione, insieme
a qualche consiglio pastorale e ad alcune raccomandazioni
sulla giustizia sociale: retribuire equamente i dipendenti
e astenersi nel modo più assoluto da ogni usura. Inoltre
Ambrogio raccomanda di praticare l'ospitalità: Trento è
situata infatti su un corridoio di transito alpino da
sempre molto frequentato. Consigli buoni anche per oggi:
si tratti di turisti, lavoratori extracomunitari o giovani
che vengono a studiare! All'epoca di Vigilio il
paganesimo appare. ancora vivo e diffuso nel Trentino, in
particolare a livello popolare e in ambiente rurale. In
questa situazione il compito di Vigilio si presenta
piuttosto arduo ed egli rimane nella memoria della
comunità trentina come colui che si dedicò totalmente a
questa missione, raggiungendo significativi progressi
nell'opera di evangelizzazione con l'aiuto dei suoi tre
collaboratori cappadoci, Sisinio, Martirio e Alessandro,
che offrirono la propria vita per la fede il 29 maggio
397. Oggi, in epoca di nuova evangelizzazione, Vigilio
merita di essere riscoperto in una nuova luce,
concentrando l'attenzione soprattutto sull'aspetto di
Vigilio evangelizzatore, dato che il suo impegno primario
fu appunto quello di annunciare il Vangelo nella nostra
terra. In seguito alla vicenda dei Martiri Anauniesi,
Vigilio scrisse due lettere a Simpliciano, vescovo di
Milano e a Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli.
Da questa testimonianza storica, Il vescovo di Trenta,
Monslgnor Luigi Bressan Vigilio appare come un uomo
"afferrato" dallo Spirito di Dio, uno che può dire con S.
Paolo: " Per me vivere è Cristo" (Fil 1,21) e " Guai a
me se non predicassi il vangelo! " (1 Cor 9,16). Parlando
del martirio dei tre Anauniesi, ripetutamente Vigililo (
confessa di desiderare anch'egli la corona del martirio,
ma di non esserne stato finora ritenuto degno. Appare
inolto interessante - nella Passio Sancti Vigilii - il
brano in cui Vigilio chiede e ottiene il permesso di
portare il vangelo anche in territori veronesi e bresciani
adiacenti la diocesi di Trento. Egli avvia inoltre un "
asilum " per accogliere orfani, vedove, malati e
viandanti. Ecco dunque la fisionomia e la missione di S.
Vigilio e la categoria fondamentale con la quale
comprenderlo anche oggi e farlo conoscere a milleseicento
anni dalla sua morte: Vigilio annunciatore del Vangelo
alla nostra terra, colui che, là dove c'erano "tenebre" e
"cecità", ha portato "luce"; colui che ha lasciato al
Trentino la "dote" del Vangelo, il messaggio cristiano di
fraternità. Se la grande tradizione cristiana della nostra
terra sembra oggi insidiata per un verso da un consumismo
obeso e strafottente, per l'altro da presenze e tradizioni
religiose nuove e differenti, non sarà buona consigliera
la rabbia e il dispetto ma piuttosto le parole di Vigilio
quando descriveva la prima missione in Anaunia: " I sacri
ministri, con le comunità appena fondate, furono sfidati e
sottoposti a prove di ogni genere, che promettevano in
anticipo "onore del martirio. Preparati a tutto, disposti
a soffrire tutto volentieri senza aver data occasione di
offesa a nessuno, meritarono la gloria" ( a San
Simpliciano ). Ma c'è un altro fattore della missione di
Vigilio che la Passio si premura di ricordare: si tratta
dell'assistenza ai bisognosi. Se questo è un aspetto
sempre essenziale e imprescindibile della vita cristiana,
sorprende !'importanza che esso rivestì all'epoca di
Vigilio. Narra a questo proposito la Passio: " Dopo aver
convertito alla fede cattolica tutta la città, costruì nel
recinto urbano anche la chiesa ( 'ecclesia" ) e, vicino a
questa, un ospizio, dove, con le sue preghiere, restituiva
la vista ai 'ciechi, l'udito ai sordi, la parola ai muti,
e, col segno della croce, liberava gli ossessi ". Questi
molteplici aspetti della vita del nostro Patrono ce ne
ripresentano l'attualità e la freschezza, e sollecitano
l'intera comunità trentina a proseguire con coraggio ed
entusiasmo !'impegno per contribuire sempre più
all'edificazione del bene comune, nel solco di quella
tradizione di solidarietà e di generosità che
contraddistingue la nostra terra. La gioia delle Feste
Vigiliane che ci apprestiamo a rivivere, sia per i
trentini occasione per ravvivare le proprie radici di
valori e di fede, nel rispetto e nell'accoglienza anche
delle altre culture e tradizioni.
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