Feste Vigiliane, la
più importante
Le Feste Vigiliane, che prendono il nome dal patrono della
città, San Vigilio, in onore del quale venivano e vengono
tuttora organizzate, sono una manifestazione a carattere
storico - folcloristico che recupera una tradizione
storicamente documentata, riproponendo frammenti
dell'epoca Rinascimentale e del Concilio di Trento
(1545-1563) e reinterpretazioni culturali dei nostri
giorni. Le iniziative in programma si svolgono nei luoghi
più significativi della città: piazza Duomo, dove avviene
la disfida in costume fra " Ciusi e.Gobj " in lotta per la
conquista di una polenta; le vie del centro storico, lungo
le quali si snoda il grande corteo in costume; il fiume
Adige, sul quale le contrade cittadine danno vita al "
Palio dell'Oca ", che impegna gli equipaggi delle zattere
partecipanti a superare alcune prove di abilità; il Dos
Trento, che ospita l'originalissima "Cena benedettina ".
Agli appuntamenti principali e tradizionali delle Feste
Vigilia ne, ogni anno vengono affiancate altre iniziative
di carattere culturale e spetta colare, ad arricchire un
programma che si conclude con i fuochi d'artificio
sull'Adige. Le Feste Vigiliane costituiscono la più
importante tradizione di festa urbana trentina, le cui
origini risalgono al XVI secolo, quando il Principato
Vescovile, retto per molti anni da una vera e propria
dinastia - quella dei Madruzzo - giocò un ruolo centrale
nelle vicende storiche e politiche della penisola
italiana. Il Cinquecento trentino fu territorio fertile
per la convergenza continua di proposte provenienti sia
dal Nord Europa che dall'Italia che, assimilate,
determinarono proficui esiti artistici nonché sviluppi
originali.
Il martirio di San Vigilio
AI termine di lunghi dibattiti e studi, gli storici
indicano nel 400 la data più probabile del martirio di San
Vigilio, morto in Vai Rendena, dove si era recato per
portare la parola di Cristo tra la gente che era stata
contagiata dal culto degli idoli romani. Così nella "
PassioSancti Vigili " si ricostruisce il triste episodio:
" In quel luogo ( la Vai Rendena appunto ) un ricco
signore, di nome Servizio, possedeva un podere nel quale
aveva posto una statua di bronzo rappresentante Saturno.
La gente, stolta e ignorante, adorava quel simulacro
diabolico come se avesse avuto grande potere sui regni
infernali. I circostanti sentivano il vescovo che parlava
a voce alta, ma non vedevano nulla; egli pronunciava le
sue parole piangendo. Allora, nel nome del Signore Gesù
Cristo, gettò a terra l'idolo, lo fece in piccoli pezzi,
lo buttò nel fiume Sarca e, salito sul basamento,
incominciò a predicare la parola del Signore ". " Alla
notizia di quanto era accaduto - si legge ancora nella
"Passio" - una folla minacciosa di contadini corsero
contro di lui con spade e pietre. Il beatissimo vescovo,
armato della fede di Cristo, non si lasciò impressionare
da quelle minacce. Ma la folla, col cuore gonfio di
collera diabolica, scagliò contro quel capo santo una
pioggia di pietre. Il beatissimo martire, guardando di
nuovo verso il cielo, col volto bagnato di sangue,
rendendo grazie a Dio, spirò ".
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